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Emostasi: Principi di base Training online

Emostasi: Principi di base Training online

L'emostasi è un processo complesso che concerne i fattori della coagulazione, le piastrine e i vasi sanguigni. Lo scopo dei processi emostatici è di mantenere un bilanciamento fine per evitare un eccessivo sanguinamento e per prevenire eventi trombotici.

Benvenuti al corso Principi di base dell'Emostasi. Il sangue - mantenuto all'interno del sistema vascolare allo stato liquido - fornisce ossigeno e sostanze nutritive a tutte le cellule e agli organi del corpo. Quando si verifica un danno in un vaso sanguigno, attraverso una serie di reazioni che includono piastrine, fattori della coagulazione, e il sistema vascolare, si forma un coagulo. Una volta che la lesione vasale viene riparata, il coagulo deve essere rimosso in modo che il sangue possa circolare liberamente allo stato liquido. Questo è possibile mediante il sistema fibrinolitico. La capacità dell'organismo di mantenere questo delicato equilibrio del sangue tra forma liquida e solida è detta Emostasi. Il mantenimento di questo equilibrio richiede che diversi sistemi lavorino insieme per prevenire un eccesso di sanguinamento o di coagulazione. Entrambe le condizioni possono costituire una minaccia per la vita. Un trattamento efficace dei disordini emorragici e coagulativi dipende dalla corretta identificazione delle anomalie. Il laboratorio di Emostasi gioca un ruolo importante nella diagnosi, nel monitoraggio e nel trattamento dei disordini emorragici e coagulativi. Selezionare Avanti per continuare. Obiettivi del corso   Accedere alle informazioni sui Sistemi per Emostasi Siemens Healthcare Diagnostics. Selezionare Avanti per continuare.   Identificare i diversi percorsi della cascata della coagulazione   Identificare i test di normale esecuzione in Emostasi   Identificare il processo di Emostasi   Identificare situazioni di patologia dell'Emostasi e terapie anticoagulanti Dopo aver completato questo corso, sarete in grado di: Suggerimento: Stampate questa pagina come riferimento. Dopo aver verificato il contenuto di questa pagina, si può procedere alla valutazione del corso. Congratulazioni! Avete completato la panoramica del Laboratorio di Emostasi. In questo corso, avete imparato a: Riconoscere il processo dell'Emostasi Il processo dell'Emostasi coinvolge 4 sistemi: il sistema vascolare, le piastrine, i fattori della coagulazione ed il sistema fibrinolitico. La risposta vascolare comporta l'esposizione di collagene nel sito della lesione e vasocostrizione per ridurre la perdita di sangue. Le piastrine vengono attivate e aggregano nel sito della lesione, creando un tappo piastrinico. Questo processo è chiamato emostasi primaria. La cascata della coagulazione viene attivata generando un coagulo di fibrina stabilizzata nella sede della lesione. Questo processo è chiamato emostasi secondaria. Una volta che il vaso danneggiato è guarito il sistema fibrinolitico degrada il coagulo e impedisce la formazione di coaguli al di là della sede della lesione. Identificare le diverse vie della cascata della coagulazione La cascata della coagulazione è una serie di reazioni enzimatiche che portano a un coagulo di fibrina stabilizzata per arrestare l'emorragia ed è costituita da tre vie. La via intrinseca coinvolge i fattori XII, XI, IX e VIII e viene avviata dal contatto con la superficie del vaso sanguigno danneggiato. La via estrinseca coinvolge il fattore VII e viene avviata iniziata da tromboplastina tissutale rilasciata nel sangue quando si verifica una lesione vasale. Le vie intrinseca ed estrinseca convergono nella via comune che comprende i fattori V, X, II (protrombina) e I (fibrinogeno). Riconoscere patologie dell'Emostasi e terapie anticoagulanti I disordini dell'emostasi possono causare un eccessivo sanguinamento o eccessiva coagulazione e possono variare da lievi a molto gravi. Disordini della coagulazione quali la malattia di von Willebrand, carenze di fattori (emofilia) o carenze di vitamina K riducono la funzionalità coagulativa dei pazienti e possono provocare un sanguinamento eccessivo. Disordini della coagulazione ereditari o acquisiti aumentano la funzione coagulativa dei pazienti e possono causare Trombosi Venosa Profonda o Embolia Polmonare. La terapia eparinica o la terapia anticoagulante orale vengono utilizzate per ridurre il rischio di eventi trombotici (coagulazione) e devono essere monitorate attentamente. Riconoscere i test comunemente eseguiti in Emostasi Il tempo di protrombina (PT) valuta l'efficacia delle vie estrinseca e comune della cascata della coagulazione. Il PT è utilizzato come test di screening per valutare la funzionalità coagulativa del paziente e per il monitoraggio della terapia anticoagulante orale, per esempio la terapia con warfarin. Il tempo di tromboplastina parziale attivata (APTT) valuta l'efficacia delle vie intrinseca e comune della cascata della coagulazione. L'APTT è utilizzato come test di screening per valutare la funzionalità coagulativa del paziente e per monitorare la terapia con eparina. Il dosaggio del fibrinogeno valuta la quantità di fibrinogeno a disposizione per la conversione in fibrina e la creazione di un coagulo di fibrina. Il dosaggio del fibrinogeno può aiutare a determinare la gravità della Coagulazione Intravascolare Disseminata (CID) in cui un paziente coaguli in modo incontrollato consumando tutti i suoi fattori della coagulazione. Un dosaggio quantitativo di D-dimero come l'INNOVANCE® D-dimero misura la quantità di D-dimero nei campioni dei pazienti. Il D-dimero origina dalla degradazione di un coagulo di fibrina stabilizzata durante la fibrinolisi e può aiutare nella diagnosi della Trombosi Venosa Profonda o dell'Embolia Polmonare. I dosaggi di fattori come il dosaggio del fattore VIII misurano l'attività di fattori specifici nella cascata della coagulazione e possono aiutare la diagnosi e monitorare le carenze di fattori quali l'emofilia. Il test di funzionalità piastrinica (PFA) valuta la capacità delle piastrine di aderire e di aggregare, creando un tappo piastrinico durante l'emostasi primaria. Il PFA può aiutare a diagnosticare disfunzioni piastriniche quali la malattia di von Willebrand o l'assunzione di Aspirina. Nell'Emostasi normale, se un vaso sanguigno è danneggiato, i seguenti sistemi interdipendenti sono chiamati ad agire: Sistema vascolare Piastrine Fattori della coagulazione Sistema fibrinolitico Il processo dell'Emostasi Fare clic qui per saperne di più sul processo dell'Emostasi. Checklist TitleChecklist TypeChecklist ContentIl processo dell'EmostasiHTML Selezionare la freccia di riproduzione (in alto a destra) per visualizzare il processo dell'Emostasi. I seguenti sistemi lavorano insieme nell'emostasi normale: Sistema vascolare Piastrine Fattori della coagulazione Sistema fibrinolitico Seleziona ogni riquadro per saperne di più sul processo dell'Emostasi. Risposta vascolareHTML Selezionare la freccia di riproduzione (in alto a destra) per visualizzare la risposta vascolare. In condizioni normali, il sangue rimane allo stato liquido e fluisce liberamente attraverso i vasi sanguigni. I vasi sanguigni sono rivestiti da un sottile strato di cellule endoteliali, che impedisce al sangue di aderire alle pareti dei vasi e previene la formazione del coagulo. Nelle lesioni vasali o in alcuni stati patologici, il rivestimento di cellule endoteliali è interrotto. Questo avvia la vasocostrizione, in cui il vaso si contrae per limitare il flusso di sangue nel sito della lesione. Quando le cellule endoteliali vengono danneggiate, espongono alla corrente sanguigna anche lo strato sottostante, chiamato strato di collagene. L'esposizione dello strato di collagene e il rilascio di altre sostanze dal tessuto danneggiato avvia una serie di eventi che rapidamente sigillano la zona danneggiata del vaso e impediscono la perdita eccessiva di sangue. Quando un vaso sanguigno è danneggiato, si possono verificare le seguenti reazioni vascolari: Vasocostrizione - I vasi sanguigni si contraggono per ridurre il flusso di sangue alla zona danneggiata. Esposizione di collagene - Lo strato di collagene fa parte del subendotelio dei vasi sanguigni. Piastrine e fattori della coagulazione si attivano quando entrano in contatto con il collagene esposto dei vasi sanguigni danneggiati. Il Ruolo delle piastrineHTML Fare clic sulla freccia di riproduzione (in alto a destra) per visualizzare il ruolo delle piastrine nell'Emostasi. Le piastrine che circolano nel flusso sanguigno sono le prime a rispondere all'esposizione del collagene. Molto rapidamente, le piastrine cominciano ad aderire al sito della lesione e si attivano. Le piastrine attivate cambiano forma e diventano appiccicose. Esse inoltre rilasciano una serie di sostanze chimiche che causano l'attivazione di altre piastrine e l'aggregazione o l'adesione all'area danneggiata. L'aggregazione piastrinica provoca la formazione di un tappo temporaneo, che impedisce al sangue di sfuggire attraverso il rivestimento vasale danneggiato. La formazione del tappo piastrinico è chiamata emostasi primaria. Il Ruolo delle Piastrine: Il contatto con il collagene esposto provoca l'attivazione e l'adesione delle piastrine al sito della lesione. Le piastrine attivate rilasciano sostanze varie e avviano l'aggregazione piastrinica nella zona danneggiata. L'aggregazione delle piastrine provoca la formazione di un tappo di piastrine per arrestare il sanguinamento nella zona danneggiata. Attivazione della cascata della coagulazioneHTML Selezionare la freccia di riproduzione (in alto a destra) per vedere l'attivazione della cascata della coagulazione. Il tappo piastrinico è estremamente fragile e deve essere stabilizzato per impedire efficacemente il sanguinamento. Ciò comporta interazioni delle proteine ​​della coagulazione, causando formazione di fibrina, che stabilizza il tappo piastrinico. Le piastrine svolgono un ruolo di secrezione di fosfolipidi, che servono come base per l'attivazione della cascata della coagulazione. La cascata della coagulazione è una serie di reazioni in sequenza che coinvolgono i fattori della coagulazione che alla fine creano un coagulo di fibrina stabile nel sito della lesione. La fibrina è una rete molto appiccicosa che aderisce al vaso danneggiato intrappolando piastrine e altre cellule del sangue in una struttura solida. La formazione del coagulo di fibrina è chiamata emostasi secondaria. I fattori della coagulazione consistono di proteine ​​plasmatiche, calcio e una sostanza chimica rilasciata dal vaso danneggiato chiamata tromboplastina. La maggior parte dei fattori della coagulazione vengono sintetizzati nel fegato e circolano liberamente nel sangue in forma inattiva. I fattori della coagulazione sono: Costituiti da proteine ​​plasmatiche, tranne il calcio e la tromboplastina Prodotti nel fegato, ad eccezione del Fattore VIII Circolano nel plasma in forma inattiva come precursori degli enzimi, o come catalizzatori per altre reazioni enzimatiche Il ruolo del sistema fibrinoliticoHTML Fare clic sulla freccia di riproduzione (in alto a destra) per vedere il sistema fibrinolitico. Una volta che il danno è stato riparato, il coagulo di fibrina viene eliminato con un processo chiamato fibrinolisi. Durante la fibrinolisi, il coagulo di fibrina stabilizzata viene degradato in piccole parti da altri fattori della coagulazione. Il sistema fibrinolitico è molto importante anche per impedire la formazione di coaguli al di là del sito della lesione, dopo attivazione delle piastrine e dei fattori della coagulazione. Il Plasminogeno circola nel sangue. Quando il plasminogeno viene attivato, viene convertito in plasmina. La Plasmina è responsabile della degradazione dei componenti utilizzati per stabilizzare il coagulo di fibrina. Le due componenti principali del sistema fibrinolitico sono: Il Plasminogeno è una proteina del plasma circolante nel sangue. Quando si verifica il danno iniziale del vaso, il plasminogeno viene attivato alla forma enzimatica, la Plasmina. La Plasmina degrada sia il fibrinogeno - che circola liberamente nel flusso sanguigno - sia il coagulo di fibrina stabile, creato dalla cascata della coagulazione. Prodotti della fibrinolisiHTML Fare clic sulla freccia di riproduzione (in alto a destra) per vedere il sistema fibrinolitico. I prodotti della fibrinolisi sono: Prodotti di degradazione del fibrinogeno: Prodotti di degradazione della fibrina D-Dimero I prodotti di degradazione del fibrinogeno si creano quando la plasmina rompe le molecole di fibrinogeno che sono il precursore della fibrina che circola liberamente nel flusso sanguigno. I prodotti di degradazione della fibrina si creano quando la plasmina demolisce coaguli di fibrina stabilizzata. Entrambi i prodotti sono indicati come FDP. Il D-Dimero è un tipo specifico di FDP che si crea quando la plasmina demolisce un coagulo di fibrina stabilizzata, non da demolizione del fibrinogeno. Quindi la presenza di molecole di D-Dimero nel sangue di un paziente indica che un coagulo di fibrina stabilizzata si è formato ed è stato demolito dalla plasmina.   Componenti principali del processo di EmostasiHTML Congratulazioni. Avete appena appreso le principali componenti del processo dell'Emostasi. Vaso danneggiato Sistema vascolare Piastrine Fattori della coagulazione Fibrinolisi Al termine, selezionare la X nell'angolo in alto a destra per chiudere la finestra e continuare.   La cascata della coagulazione è costituita da tre vie: Via intrinseca Via estrinseca Via comune La Cascata della Coagulazione Selezionare questo link per conoscere i percorsi della cascata della coagulazione. Checklist TitleChecklist TypeChecklist ContentCascata della coagulazioneHTML Selezionare ogni riquadro per saperne di più sulla cascata della coagulazione. Ci sono tre vie che costituiscono la cascata della coagulazione: Via intrinseca Via estrinseca Via comune Via intrinsecaHTML Selezionare la freccia (in basso a destra) per visualizzare l'animazione. Fattori coinvolti: Fattore XII Fattore XI Fattore IX Fattore VIII Via estrinsecaHTML Selezionare la freccia (in basso a destra) per visualizzare l'animazione. Fattore coinvolto: fattore VII   Via comuneHTML Selezionare la freccia (in basso a destra) per visualizzare l'animazione. Fattori coinvolti: Fattore V Fattore X Protrombina (Fattore II) Fibrinogeno (Fattore I) CascataHTML Selezionare la freccia (in basso a destra) per visualizzare l'animazione. La via intrinseca e la via estrinseca si verificano contemporaneamente, attivando la via comune. Al termine, selezionare la X nell'angolo in alto a destra per chiudere la finestra e continuare. Nella sezione seguente, apprenderete nozioni sui disordini emorragici e sugli eventi trombotici, che in entrambi i casi possono essere congeniti o acquisiti. I disordini dell'emostasi sono classificati come: Disordini emorragici Eventi trombotici Saranno discusse anche le terapie anticoagulanti. Selezionare Avanti per continuare. Disordini emorragici I disordini emorragici possono verificarsi per vari motivi e possono causare emorragia. Fare clic su ogni scheda per conoscere i più comuni disordini della coagulazione. Carenza di fattore specifico Molti pazienti presentano deficit di fattori individuali che possono causare disordini emorragici permanenti. Alcune carenze di fattore sono prevalenti in alcuni gruppi etnici , es. carenza di Fattore XI si rileva negli ebrei Ashkenazi. I pazienti possono anche sviluppare inibitori (anticorpi) di fattori, che possono anche causare sanguinamenti gravi e pericolosi. Questi sono il risultato della formazione di anticorpi IgG. Disordine Emorragico: carenza di vitamina K La vitamina K è essenziale per la sintesi di molti fattori della coagulazione. A seconda dell'entità della carenza, questo può portare a problemi emorragici nel paziente. Disordine Emorragico: Emofilia L'emofilia è una malattia emorragica ereditaria causata da carenza di Fattore VIII o Fattore IX e può manifestarsi in varie forme. Il più grave disordine emofilico ereditario è la carenza di fattore VIII. L'emofilia A, un gene recessivo legato al cromosoma X, colpisce i figli maschi di donne portatrici del gene. I sintomi possono variare da lievi (traumi che comportano sanguinamento prolungato) a gravi (sanguinamento spontaneo eccessivo nei tessuti). Disordine Emorragico: malattia di von Willebrand La malattia di von Willebrand è il più comune disordine ereditario della coagulazione. E' il risultato di una carenza o di un'anomalia funzionale del sistema fattore VIII-fattore di von Willebrand che causa interferenze nell'adesività delle piastrine. I sintomi clinici sono variabili, da sanguinamento prolungato ad emorragia massiva. Selezionare Avanti per continuare. Gli disordini trombotici o coagulativi sono più comuni dei disordini emorragici e possono essere molto gravi. Fare clic su ogni scheda per conoscere i più comuni disturbi coagulativi. Evento Trombotico: Trombosi Venosa Profonda (TVP) Più comunemente, si sviluppano coaguli nelle vene profonde delle gambe, del bacino o degli arti superiori. Se rimangono localizzati alla gamba, creano problemi quali le flebiti, che possono essere da lievi a gravi. Se il coagulo si stacca, può spostarsi verso il cuore, i polmoni o il cervello. Evento Trombotico: Embolia Polmonare (EP) Quando un trombo delle vene profonde si muove, può spostarsi fino al cuore, dove le vene sono più grandi e gli emboli non si insediano. Il coagulo può inoltrarsi attraverso il cuore e ai polmoni, seguendo la normale via del flusso sanguigno. Nei polmoni, i vasi sono più piccoli. Il coagulo può alla fine insediarvisi. Questo evento si chiama embolia polmonare (EP). Se il blocco è importante o è il risultato di più coaguli e non viene rilevato, può essere fatale. Evento Trombotico: Ictus Quando un trombo delle vene profonde si muove, può muoversi in tutto il corpo, seguendo il normale flusso del sangue. Se il coagulo riesce a raggiungere il cervello, si verifica un ictus. Evento Trombotico: Coagulazione Intravascolare Disseminata (CID) La Coagulazione Intravascolare Disseminata (CID) è una grave condizione in cui trombosi diffuse portano a massiva emorragia interna quando tutti i fattori della coagulazione vengono consumati. Sanguinamento e coagulazione si verificano a causa della formazione simultanea di trombina e plasmina. I pazienti possono sviluppare CID, che provoca notevoli danni al sistema vascolare, con lesioni simili a quelle provocate da un incidente automobilistico. Anche alcune infezioni batteriche e virali e reazioni a farmaci possono portare alla CID. Selezionare Avanti per continuare. In caso di accertata formazione di coaguli, i pazienti possono essere conseguentemente trattati con anticoagulanti per prevenire la formazione di ulteriori coaguli. Fare clic su una scheda per conoscere ciascun tipo di terapia anticoagulante. Terapia con Eparina Nei pazienti con gravi disordini coagulativi, come sindrome coronarica acuta, embolia polmonare e trombosi venosa profonda, la terapia con eparina è di solito la prima risposta per evitare la formazione di ulteriori coaguli. L'eparina, somministrata per via endovenosa, ha azione rapida, ma non può dissolvere i coaguli già esistenti. Tuttavia, impedendo l'attivazione di Fattore X e di trombina, l'eparina blocca lo sviluppo di ulteriori coaguli. Terapia Anticoagulante Orale Gli anticoagulanti orali sono utilizzati come terapia a lungo termine per evitare le recidive di episodi trombotici. Essi inibiscono la capacità del paziente di formare coaguli riducendo la funzione della vitamina K, rendendo non funzionali i fattori vitamina K dipendenti (II, VII, IX e X). Terapia con Aspirina L'Aspirina, oltre alle sue proprietà antidolorifiche, ha la capacità di interferire nell'attivazione delle piastrine. Nella malattia coronarica, i vasi sanguigni vengono "tappezzati" dal colesterolo. Queste "placche" di colesterolo possono avviare l'adesione e l'aggregazione delle piastrine. L'aspirina riduce la capacità delle piastrine di attivarsi e aderire alle pareti dei vasi, riducendo il rischio di formazione di coaguli, infarti e ictus. Selezionare Avanti per continuare. Nei test dell'Emostasi, viene valutata la capacità del paziente di formare un coagulo. Quando il campione viene raccolto, si utilizza una provetta con tappo azzurro contenente anticoagulante citrato di sodio al 3,2%. Il citrato di sodio impedisce la coagulazione del sangue del paziente nella provetta. Occorre osservare un rapporto di 9:1 tra sangue e citrato. Se la provetta non è correttamente riempita o presenta un errato rapporto sangue:citrato, i risultati dei test possono esserne influenzati. La maggior parte dei test dell'emostasi viene eseguita su plasma povero di piastrine. Le piastrine sono una fonte di fosfolipidi e i reagenti contengono fosfolipidi, quindi se le piastrine sono presenti nel plasma possono falsamente accorciare i risultati. Il plasma normale contiene tutti i fattori della coagulazione. Nota: La maggior parte degli analizzatori per coagulazione rilevano la formazione del coagulo otticamente. Quando il campione e i reagenti vengono dispensati in una cuvetta di reazione, la soluzione iniziale è un liquido e la luce passa facilmente attraverso di essa. Al formarsi del coagulo di fibrina la soluzione passa da liquida a solida causando diminuzione della quantità di luce che può passare attraverso la cuvetta di reazione. Un algoritmo viene poi utilizzato per determinare il tempo di formazione del coagulo basato sul modello di trasmittanza o di assorbanza della luce. 1 – Cellule Separate dal Plasma 2 - Plasma 3 - Cellule   Test dell'Emostasi Selezionare questo link per conoscere i tipi di test eseguiti nel laboratorio dell'Emostasi. Slide NumberText BlocksCalloutsAudio ScriptImage File1Bentornati al Laboratorio Virtuale! Test effettuati nel laboratorio di Emostasi: Tempo di Protrombina (PT) Tempo di Tromboplastina Parziale attivata (APTT) Dosaggio del Fibrinogeno Dosaggio D-Dimero Dosaggio dei Fattori della Coagulazione Analisi della Funzionalità Piastrinica (PFA) Slide QuestionAnswer TextCome posso utilizzare questa presentazione?Nell'angolo superiore destro, troverete diversi pulsanti per utilizzare la presentazione:Per passare alla diapositiva successiva, fare clic sulla freccia Avanti, oppure fare clic su un'area dello schermo o di un'immagine, se richiesto.L'audio viene riprodotto automaticamente. Fare clic su un livello audio per regolare il volume.Fare clic su una diapositiva numerata o utilizzare le frecce Indietro e Avanti per navigare a piacere.Fare clic su Pausa e poi Replay per fermare e poi riprendere la presentazione. Suggerimento: selezionare e trascinare il bordo della finestra Q & A per regolarne la posizione. È inoltre possibile ridurre a icona o ingrandire la finestra. Bentornati al Laboratorio Virtuale. Il laboratorio di emostasi svolge un ruolo importante nella diagnosi, monitoraggio e trattamento dei disordini emorragici e coagulativi. Così come ci sono molti sistemi interdipendenti per mantenere l'emostasi all'interno del corpo, ci sono diversi test utilizzati per monitorare l'efficacia di questi sistemi. In questa visita, potrete conoscere alcuni dei più comuni test eseguiti in laboratorio emostasi. 2Tempo di Protrombina (PT) Valuta le vie estrinseca e comune Misura il tempo in secondi per creare un coagulo di fibrina Test di screening per valutare la capacità o incapacità del paziente a formare coaguli Il tempo di protrombina o PT viene utilizzato per valutare l'efficacia delle vie estrinseca e comune della cascata della coagulazione. Non valuta un fattore specifico o un analita, ma la capacità di tutti i fattori coinvolti nella via estrinseca e nella via comune di lavorare insieme per formare un coagulo di fibrina. Il test viene eseguito aggiungendo tromboplastina e calcio al campione di plasma del paziente e misurando la quantità di tempo necessario per formare un coagulo di fibrina. PT e aPTT insieme sono comuni test di screening quando si valuta la funzionalità coagulativa di un paziente soprattutto prima di interventi chirurgici o altre procedure mediche. E 'anche un buon punto di partenza quando un paziente presenta sanguinamento per un motivo sconosciuto. 3Tempo di Protrombina (PT) International Normalized Ratio (INR) Utilizzato per il monitoraggio della terapia anticoagulante orale Risultato standardizzato indipendentemente dallo strumento o dal reagente utilizzato Il PT è anche il test utilizzato per monitorare la terapia anticoagulante orale. Il medico utilizza il risultato per determinare se il paziente sta assumendo la giusta quantità di anticoagulante orale. Poiché il risultato PT in secondi può variare a seconda dello strumento o dei reagenti utilizzati, il PT viene refertato anche come INR o International Normalized Ratio. Questo valore è un modo per standardizzare il risultato PT del paziente, indipendentemente da quale laboratorio esegue i test.4Tempo di Tromboplastina Parziale Attivata (APTT) Valuta le vie intrinseca e comune Misura il tempo in secondi per creare un coagulo di fibrina Test di screening per valutare la capacità o incapacità del paziente a formare coaguli Utilizzato per monitorare la terapia eparinica Il tempo di tromboplastina parziale attivata o aPTT viene usato per valutare l'efficacia delle vie intrinseca e comune della cascata della coagulazione. Non verifica un fattore specifico o un analita, ma la capacità di tutti i fattori coinvolti nella via intrinseca e comune a lavorare insieme per formare un coagulo di fibrina. Durante la procedura del test aPTT, reagenti diversi vengono aggiunti al campione del paziente. Un attivatore viene utilizzato per simulare la superficie di contatto che avvia la via intrinseca. La tromboplastina parziale viene utilizzata come sostituto piastrinico e viene aggiunto il calcio. Il tempo di formazione del coagulo di fibrina viene refertato in secondi. PT e aPTT insieme sono comuni test di screening quando si valuta la funzionalità coagulativa di un paziente soprattutto prima di interventi chirurgici o altre procedure mediche. Esso costituisce un buon punto di partenza quando un paziente sanguina per un motivo sconosciuto. Il tempo di tromboplastina parziale attivata viene utilizzato anche nel monitoraggio della terapia eparinica. Il medico determina la quantità di eparina da somministrare al paziente in base all'allungamento del risultato dell'aPTT del paziente. 5Dosaggio del Fibrinogeno Valuta la quantità di fibrinogeno in grado di convertirsi in fibrina. Misura il tempo in secondi per formare un coagulo di fibrina quindi converte i secondi in concentrazione. Test critico per determinare la gravità della CID (Coagulazione Intravascolare Disseminata). Il fibrinogeno è il precursore diretto della fibrina. Quando si valuta la capacità del paziente a formare coaguli, è importante sapere quanto sia il fibrinogeno da convertire in fibrina. A differenza dei test PT e aPTT, il dosaggio del fibrinogeno misura specificamente la quantità di fibrinogeno attivo in un campione. Il test viene eseguito aggiungendo trombina al campione del paziente. La trombina converte il fibrinogeno in fibrina e il tempo necessario per formare un coagulo di fibrina viene misurato in secondi. Poiché il medico ha bisogno di conoscere la quantità di fibrinogeno nel campione, i secondi vengono convertiti in concentrazione. Il dosaggio del fibrinogeno è critico nella valutazione di gravità di un paziente in CID. In corso di CID, il paziente coagula in modo incontrollabile e consuma tutti i fattori della coagulazione, compreso il fibrinogeno. La concentrazione di fibrinogeno residua nel campione in esame consente al medico di valutare la gravità della condizione del paziente. 6Dosaggio D-Dimero Valuta la presenza di D-Dimeri nel campione del paziente La torbidità della soluzione in esame viene misurata e convertita in concentrazione La concentrazione di D-Dimero nel campione di un paziente può aiutare a escludere la trombosi venosa profonda e l'embolia polmonare Quando la plasmina degrada un coagulo di fibrina stabilizzata durante la fibrinolisi, si formano i D-dimeri. Un D-dimero quantitativo come il test INNOVANCE D-Dimero può misurare la concentrazione di queste molecole. Il reagente utilizzato nel dosaggio di D-dimero contiene particelle di làtice ricoperte con anticorpi specifici anti-D-dimero. Quando il D-dimero è presente nel campione del paziente, le particelle di làtice aggregano e la torbidità della soluzione viene misurata e convertita in concentrazione. Poiché i D-dimeri derivano solo dalla fibrina crociata dopo stabilizzazione del coagulo, il rilevamento di D-dimero nel campione indica che un coagulo si è formato ed è stato degradato. Questo aiuta il medico a diagnosticare disordini della coagulazione, come la Trombosi Venosa Profonda o l'Embolia Polmonare. 7Dosaggio di Fattori Valuta i fattori specifici nella cascata della coagulazione Al campione viene aggiunto un plasma carente del fattore in esame e viene poi eseguito un PT oppure un APTT. Il tempo necessario per formare il coagulo di fibrina viene convertito in % di attività. I dosaggi di fattori possono essere utilizzati per determinare carenze di fattori quali l'emofilia. Il dosaggio di fattori della coagulazione analizza fattori specifici nella cascata della coagulazione. Il campione del paziente viene mescolato con un plasma carente del fattore in esame, come il Fattore VIII. Il plasma carente di fattore VIII contiene tutti i fattori della coagulazione eccetto il fattore VIII. Poiché il fattore VIII appartiene alla via intrinseca, viene poi eseguito un aPTT. Il tempo di formazione del coagulo di fibrina viene misurato e convertito in percentuale di attività per il fattore VIII. I dosaggi di fattori vengono utilizzati per determinare carenze quali la carenza del fattore VIII in pazienti emofilici. 8Test di funzionalità piastrinica (PFA) Valuta la capacità delle piastrine di aderire e di aggregare   Il tempo necessario per occludere un'apertura viene misurato e refertato in secondi   Determina le disfunzioni piastriniche come la malattia di von Willebrand o l'assunzione di aspirina Callouts Attivazione piastrinica Vaso danneggiato L'analisi della funzionalità piastrinica o PFA determina la capacità delle piastrine dei pazienti di aggregare nell'emostasi primaria. Nel test PFA, sangue intero del paziente viene inserito in una cartuccia rivestita con reagenti. Il tempo necessario perché le piastrine occludano una piccola apertura viene misurato e refertato in secondi. Il PFA viene utilizzato per determinare se il paziente ha una disfunzione piastrinica come la malattia di von Willebrand o l'assunzione di Aspirina. 9Congratulazioni! Avete imparato a conoscere i test eseguiti nel laboratorio di Emostasi. Suggerimento: Al termine, selezionare la X nell'angolo in alto a destra per chiudere la finestra e continuare. Congratulazioni! Avete appreso informazioni sui test eseguiti nel laboratorio di emostasi.

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